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Porto, morte evitabile»Napolitano: ora basta nuove tragedie a messina e cagliariInchiesta dell'Asl a Genova: «Condizioni di lavoro irregolari»   
Genova. Tutti i porti italiani sono rimasti bloccati ieri sull'onda dell'indignazione e del dolore per la morte di Enrico Formenti, ucciso dal crollo di una catasta di cellulosa in un terminal di Genova. Ma proprio mentre si svolgeva questa protesta generale, altri due lavoratori hanno perso la vita in altrettanti incidenti: uno a Messina (un traslocatore caduto da un montacarichi) l'altro a Cagliari (un operaio travolto da un tubo in una raffineria). E con questi la tragica statistica è salita a sei morti in due giorni. Abbastanza per far riemergere in tutta la sua gravità un fenomeno che solitamente viene ignorato.Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha deciso di intervenire in prima persona e con un metodo inusuale (un'intervista telefonica al direttore del Tg3 Antonio Di Bella): «Non ci sono più parole per esprimere sdegno e dolore. È ora di decidere e di agire». Napolitano sollecita il Parlamento a discutere nei tempi più rapidi il disegno di legge che proprio venerdì, in coincidenza con la catena di incidenti, il governo ha varato sulla questione della sicurezza sul lavoro. Comunque ora qualcosa si muove: a Napoli sono stati sequestrati alcuni cantieri dove le norme di sicurezza non erano rispettate.A Genova la protesta dei lavoratori del porto è continuata con il blocco di Lungomare Canepa e dei varchi portuali. Nel frattempo ci sono stati nuovi sopralluoghi nell'area dell'incidente che è costato la vita a Enrico Formenti. Interrogato il camionista testimone della sciagura, il primo a dare l'allarme. Secondo le prime risultanze dell'inchiesta della Asl le condizioni di lavoro erano «irregolari» e l'infortunio era «del tutto evitabile» se solo si fossero rispettate le regole.
 
     
 
I portuali hanno bloccato il traffico sul lungomare Canepa  
Genova, 13 aprile 2007Uno sciopero immediato di oltre 24 ore è stato proclamato stamani nel porto di Genova dalle segreterie dei sindacati trasporti di Cgil, Cisl e Uil in seguito alla morte di un lavoratore portuale schiacciato stamani da una balla di cellulosa pesante due tonnellate nel terminal Forest a ponte Somalia. L'uomo, un genovese di 34 anni, era sposato ed aveva due figli. Il pm, Walter Cotugno, ha sequestrato l'area del terminal Forest anche per il pericolo di crollo di altre balle di cellulosa, impilate l'una sopra l'altra fino a quattro.Il traffico su lungomare Canepa, che costeggia il recinto del porto mercantile di Sampierdarena e' stato bloccato da un centinaio di lavoratori portuali che da stamani occupavano il varco di ponte Etiopia. Gli operai hanno posto sulla strada alcuni grossi copertoni ed impediscono il transito di auto e camion.Polizia e carabinieri controllano la manifestazione spontanea di protesta che si svolge in concomitanza con una riunione convocata in prefettura dal prefetto Giuseppe Romano con i segretari dei sindacati dei trasporti, i rappresentanti dei terminalisti e dell'Autorita' Portuale. I vigili urbani hanno dirottato il traffico dei camion diretti in porto.Gli operai portuali hanno interrotto tutte le operazioni di carico e scarico delle merci ed hanno bloccato i varchi per impedire il passaggio dei camion. Lo sciopero terminerà a mezzogiorno di domani al terminal container VTE di Voltri ed alle 13 in tutti gli altri terminal genovesi. Durante lo sciopero e' garantito lo sbarco dei passeggeri dalle navi traghetto e da quelle da crociera.Sul luogo dell'incidente sono andati il sindaco di Genova, Giuseppe Pericu, il presidente dell'Autorità Portuale Giovanni Novi ed il console della compagnia unica, Paride Batini. Già ieri in porto erano state fatte due ore di sciopero a fine turno sul tema della sicurezza dopo il ferimento di due lavoratori portuali ieri e l'altro ieri.  
 
Muoiono un portuale genovese e tre lavoratori dell'ediliziaa Monza, Brescia e nel Lazio. Stop di 24 ore nello scalo genovese  
Lavoro, la giornata più tragica quattro morti da Genova a Latina  
Bertinotti: "Non lasciamo cadere la sollecitazione che viene dallo sciopero"  
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Genova, il blocco sul lungomare Canepa dopo l'incidente mortale in porto  
ROMA - Una giornata tragica, con quattro morti bianche, quattro persone, che in diversi punti d'Italia, hanno perso la vita in altrettanti incidenti di lavoro. I "martiri", come li ha definiti Prodi, cadono nel ricco porto di Genova, e in tre cantieri edili: due in Lombardia e uno a Latina, nel Lazio. Due delle vittime sono italiane, una è marocchina, della quarta non si sa ancora quasi nulla. Tragedia nel porto di Genova. Sono circa le 9 del mattino, quando, da Genova arriva la prima triste notizia. Enrico Formenti muore schiacciato da una balla di cellulosa da due tonnellate. L'uomo, 35 anni, coniugato con 2 figli, residente a Righi sulle alture di Genova, lavorava come spedizioniere e magazziniere alle dipendenze dell'impresa FO.RE.S.T. Il tragico incidente è accaduto all'ingresso del terminal a Ponte Somalia sotto gli occhi di un camionista che ha immediatamente chiamato i soccorsi, ma per Formenti non c'era più nulla da fare. Sul posto il sindaco di Genova, Pericu, il presidente dell'Autorità portuale Novi, Capitaneria di porto, Vigili del Fuoco, Polmare e Carabinieri.  Immediato lo sciopero di oltre 24 ore per tutto il porto. Gli operai portuali hanno interrotto tutte le operazioni di carico e scarico delle merci ed hanno bloccato i varchi per impedire il passaggio dei camion. Lo sciopero terminerà a mezzogiorno di domani al terminal container VTE di Voltri ed alle 13 in tutti gli altri terminal genovesi. Già ieri in porto erano state fatte due ore di sciopero a fine turno sul tema della sicurezza dopo il ferimento di due lavoratori portuali ieri e l'altro ieri. Altra vittima in provincia di Milano. E poche ore più tardi, un'altra tragedia. Franco Cirino, 43 anni, di Cinisello Balsamo, sindacalista della Fillea-Cgil, muore schiacciato da una ruspa manovrata da un collega in un cantiere di Concorezzo, vicino Monza. Mentre stava svolgendo le proprie mansioni all'interno del cantiere, l'operaio (anche lui sposato e padre di due figli), dipendente di una ditta subappaltatrice, non si è accorto dell'arrivo della ruspa, manovrata da un collega, che lavora per l'azienda che ha l'appalto principale per la costruzione di edifici. Cirino è rimasto così schiacciato contro un muro di cemento. Descritto da tutti come lavoratore attento ed esperto, Cirino era in edilizia da oltre 15 anni. A Brescia muore un immigrato marocchino. Il terribile rosario di morte non si ferma. Nel pomeriggio, a Bedizzole (Brescia) perde la vita un operaio di 47 anni. L'uomo, un immigrato marocchino residente in provincia di Mantova, stava lavorando con un saldatore ad un bidone. Improvvisamente il bidone è esploso, forse per la combustione di alcuni gas contenuti all'interno. L'immigrato è stato scaraventato violentemente per terra e ha battuto la testa. E' morto nelle ore successive al ricovero. Degli accertamenti si sono occupati i carabinieri della Compagnia di Desenzano. La quarta vittima a Latina. Anche la quarta vittima non ha ancora un nome. L'uomo, titolare di una piccola impresa edile, stava lavorando alla ristrutturazione di un appartamento a Priverno, a pochi chilometri da Latina. Secondo una prima ricostruzione l'operaio è caduto da un'impalcatura alta circa cinque metri, sulla quale si trovava sembra senza le prescritte misure di sicurezza. Vani i soccorsi prestati da personale dell'Ares 118 che ha inviato anche l'eliambulanza, l'operaio è deceduto sul colpo. Sull'episodio sono in corso gli accertamenti delle forze dell'ordine e dei tecnici della Asl di Latina. Bertinotti: "Giusto lo sciopero". La politica e le istituzioni raccolgano la protesta che arriva da Genova per l'ennesimo incidente sul lavoro: lo afferma il presidente della Camera dei deputati Fausto Bertinotti, commentando la morte di un portuale rimasto schiacciato da un carico di cellulosa del peso di due tonnellate. "Ancora una tragedia e questa volta - sottolinea - in un luogo importante della storia grande del mondo del lavoro: il porto di Genova. La reazione immediata con lo sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali è una sollecitazione da non lasciare cadere nel vuoto, perchè dice, anche con il sacrificio del proprio salario, che non ci si rassegna a considerare ineludibile, ciò che non lo è. E' necessario che questa protesta venga raccolta e ascoltata dalla politica e dalle istituzioni". Marini: "Ci vuole una svolta". "Il varo da parte del governo del nuovo 'Testo unico sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro' rappresenta un passo importantissimo". Lo afferma il Presidente del Senato, Franco Marini, che lega l'approvazione al Consiglio dei ministri con l'incidente mortale di Genova. "L'ennesima tragedia sul lavoro e l'immediata reazione delle organizzazioni sindacali ripropongono l'urgenza di una risposta capace di una vera svolta, affinchè la questione della sicurezza e con essa le tematiche del mondo del lavoro recuperino la centralità dell'azione comune". "La piena attuazione del Testo Unico approvato questa mattina - conclude Marini - rappresenterà uno degli strumenti fondamentali e da tempo attesi per fronteggiare un fenomeno che ancora ci presenta un tragico bilancio di oltre mille morti all'anno". (13 aprile 2007)
 
 
Genoa. All Italian ports remained yesterday blocked for the indignation and the pain for the death of Enrico Formenti, killed from the landslide of a roll of cellulose in a terminal of Genoa. But just while this general protest was carried out, others two workers have lost the life in other incidents: one in Messina (a traslocatore fallen from a freight elevator) the other in Cagliari (a laborer swept up from a tube in one refinery). And with these tragic statistics is gone up to six died in two days.  
 
 
Genova. Tous les ports italiens sont restés bloqués hier sur la vague de l'indignation et du douleur pour la morte d'Enrico Formenti, tué de écroule d'une pile de cellulose dans un terminal de Genova. Mais vraiment pendant qu'on déroulait cette protestation générale, autres deux travailleurs ont perdu la vie dans autant d'incidents : un à Messine (un traslocatore tombé d'un monte-charge) autre à Cagliari (un ouvrier renversé d'un tube dans une raffinerie). Et avec ceux-ci la tragique statistique est montée à six morts en deux jours.