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Nelle immagini dopo il pestaggio si vede l'agente che porterà le bottiglie incendiarie vicino agli uomini del settimo nucleo GENOVA. Nella notte del blitz nella scuola Diaz c'erano due polizie, una contro l'altra. Nuove immagini video che il Secolo XIX è in grado di pubblicare, mostrano come le false molotov portate nella scuola per incolpare e arrestare i no global arrivarono alla Diaz. E tutto ruota intorno al settimo nucleo antisommossa, il nucleo d'élite del reparto mobile di Roma istituito in vista del G8 di Genova. Questa nuova ricostruzione arriva sei anni dopo i tragici fatti del luglio 2001. Oggi pomeriggio un corteo di manifestanti partirà dallo stadio Carlini per arrivare in piazza Alimonda, dove Carlo Giuliani fu ucciso da un colpo sparato dal carabiniere Mario Placanica. Le immagini del video mostrano Pietro Burgio, autista del furgone della polizia dove le bottiglie incendiarie erano state custodite (in realtà erano state sequestrate in corso Italia dalla mattina), che si trovava assieme agli agenti del settimo nucleo antisommossa, i principali accusati del massacro nella scuola. La videocamera li filma insieme in piazza Merani, vicino alla Diaz. Qui, sempre restando vicino agli uomini del "settimo" riconoscibili dai caschi, Burgio telefona al vicequestore Pietro Troiani, poi indagato proprio per la vicenda delle moltov. Quando Troiani e Burgio entrano nel cortile della Diaz per portare le bottiglie, il primo segue passo passo l'allora capo della Digos genovese Spartaco Mortola. Un marcamento quasi a uomo. Come per essere sicuro che la missione vada in porto senza intoppi. E questo è dimostrato da altri fotogrammi. Per non essere riconosciuto, Troiani nasconde i gradi. Dopo le rivelazioni del vicequestore Michelangelo Fournier, che ha parlato di «macelleria messicana» alla Diaz, la ricostruzione apre un altro fronte di accuse all'interno della stessa polizia  
 
GENOVA in piazza per Giuliani 6 anni dopo il G8  
Sei anni dopo il G8 di Genova un applauso lungo due minuti ha ricordato la morte di Carlo Giuliani, ucciso dalla polizia il 20 luglio 2001. In piazza Alimonda erano in trecento a rivivere quella morte, ma anche le botte, i calci, i pestaggi. C' era anche la mamma di Carlo, Heidi Giuliani, senatrice di Rifondazione comunista, che ha parlato alla folla di «come i figli non vengono partoriti perché vadano in guerra». La piazza ha ascoltato in silenzio, alle 17,27, l' ora in cui fu ucciso Carlo, e la tensione si è sciolta così, tra i canti e gli applausi. Un' ottantina di manifestanti si sono poi diretti in questura, in un corteo non autorizzato, che ha inveito contro l' ex capo della polizia De Gennaro e il ministro dell' Interno Amato. La polizia, pur presente, non è intervenuta. 
 
 
Dans les images on voit l'agent qui portera les bouteilles incendiarie près des hommes du septième noyau GENOVA. Dans la nuit du blitz dans l'école Diaz se sont vues deux polices, une contre l'autre. Des nouvelles images qui IL SECOLO XIX est en mesure de publier, montrent comme la fausses molotov portent dans l'école pour incolpare et arrêter les no-global ils arrivèrent à la Diaz. Cette nouvelle reconstruction arrive six ans après les tragiques faits du Juillet 2001. Aujourd'hui après-midi un corteo manifester partira du stade Carlini pour arriver en place Alimonda, où Carlo Giuliani fut tué d'un coup tiré du carabinier Mario Placanica. Les images montrent Pietro Burgio, chauffeur du fourgon de la police où les bouteilles incendiarie été gardées , qu'on trouvait ensemble les agents du septième noyau antiémeute, les principaux accusés de massacre dans l'école. La caméra vidéo les filme ensemble en place Merani, près de la Diaz. Ici, toujours en restant près des hommes du "septième" reconnaissable des casques, Burgio téléphone au vicequestore Pietro Troiani, ensuite enquêté vraiment pour l'événement du moltov. Lorsque Troiani et Burgio entrent dans la cour de la Diaz pour porter les bouteilles, le premier suit pas passe le alors chef du Digos Spartaco Mortola. Comme pour être sûr que la mission aille en port sans obstacles. Et ceci est montré d'autres photogrammes. Pour ne pas être reconnus, Troiani cache les degrés. Après les révélations du vicequestore Michelangelo Fournier, qui a parlé de "boucherie mexicaine" à la Diaz, la reconstruction ouvre un autre front d'accusations à l'intérieur de la même police  
    
Prenderanno il via giovedì 19 a genova le celebrazioni organizzate dal Comitato Piazza Carlo Giuliani e dal comitato Verità e Giustizia per il sesto anniversario del G8 e della morte di Carlo Giuliani, ucciso venerdì 20 luglio 2001 in piazza Alimonda. I manifestanti si radureranno allo stadio Carlini, lo stesso che ospitò le tute bianche nei giorni del vertice del 2001. Il programma delle manifestazioni prevede mostre, proiezioni, dibattiti, un torneo di calcio e un corteo dal Carlini a piazza Alimonda. Nel dettaglio, giovedì 19 sono previste mostre e proiezioni. Venerdì, dopo un torneo di calcio al mattino, nel pomeriggio alle 15 partirà dal Carlini un corteo (una "passeggiata", scrivono gli organizzatori nel programma), diretto in piazza Alimonda per ricordare Carlo Giuliani. In serata è prevista una tavola rotonda dal titolo "Assolti con formula piena" sull'andamento dei processi sui fatti di strada e la proiezione del documentario sull'ordine pubblico durante il G8 "O.P. - Genova 2001", realizzato dalla segreteria del Genoa Social Forum. Sabato mattina ancora partite di calcetto e nel pomeriggio il dibattito "Repressione e Antifascismo", a cura di Reti-Invisibili con i comitati di solidarietà e di lotta alla repressione. Alla sera iniziative per la Diaz organizzate dal Comitato Verità e Giustizia e la proiezione del film "99 Amaranto" di Federico Micali. Le celebrazioni si concluderanno domenica con la fine del torneo di calcio e la premiazione dei partecipanti. "All'interno dello stadio - si legge nel programma - E' prevista l'accoglienza per chi proviene da fuori Genova, con locali al coperto per chi ha materassino e sacco a pelo, tende a bordo pista, bagni, docce calde, minibar con bibite, panini e piatti freddi, parcheggio auto riservato".  
 
In the images after the beating we can look the policeman that carries the incendiarie bottles to the men of the seventh GENOA police nucleus. In the night of the raid in the school Diaz there were two police, one against the other. New images video that IL SECOLO XIX is in a position to publishing, show as false the Molotov brought by the policemen in the school to charge and arresting no-global young people. . This new reconstruction arrives six years after the tragic facts of July 2001. Today afternoon a "corteo" will leave from the Carlini stage in order to arrive in Alimonda public square, where Carlo Giuliani was killed from a blow shot from the police officer Mario Placanica. The images of the video show Peter Burgio, driver of the van of the police where the incendiarie bottles had been guarded together the agents of the seventh anti-riot nucleus, the main ones accused of the slaughter in the school. The video camera them shots in Merani square, nearr Diaz. Burgio telephones to the vicequestore Peter Troiani, inquired just for the vicissitude of the moltov. When Troiani and Burgio enter in the courtyard of Diaz in order to carry the bottles, the first one follows step then step the head of the Genoa Digos Spartaco Mortola. To be sure that the mission goes in port without difficulties. And it is demonstrated from other photograms. In order not to be recognized, Troiani hides the degrees. After the detections of the vicequestore Michelangelo Fournier, that it has spoken about "Mexican butcher shop" at Diaz school, the reconstruction opens an other forehead of accusations inside of the same police  
 
 
 En las imágenes se ve al agente que llevará la botellas incendiarias cerca de los hombres del séptimo núcleo GENOVA. En la noche del blitz en la escuela Díaz se vieron dos policías, el contra otro. Nuevas imágenes que IL SECOLO XIX está en condiciones de publicar, muestran como las falsas molotov llevan en la escuela para incolpare y detener los no- global llegaron a la Díaz. Esta nueva reconstrucción llega seis años después de los trágicos hechos de julio 2001. Hoyen la tarde un corteo irá de lo stadio Carlini para llegar a piazzaAlimonda, dónde se mató a Carlo Giuliani de un golpe extraído del carabinero Mario Placanica. Las imágenes muestran a Pietro Burgio, conductor del furgón de la policía donde las botellas incendiarias se guardaron, que se encontraban juntos a los agentes del séptimo núcleo antidisturbios, los principales acusados de masacre en la escuela. La cámara vídeo los rueda juntas en lugar Merani, cerca de Díaz. Aquí, siempre al permanecer cerca de los hombres del "séptimo" reconocible de los cascos, Burgio llama por teléfono al viceques Pietro Troiani, a continuación investigado realmente para el acontecimiento de las moltov. Cuando Troiani y Burgio entran en la Díaz para llevar las botellas, el primero no sigue paso el entonces jefe del Digos Spartaco Mortola. Como para ser seguro que la misión vaya en puerto sin obstáculos. Y esto se muestra de otros fotogramas. Para no reconocese, Troiani oculta los grados. Después de las revelaciones del vicequestore de la policia Michelangelo Fournier, que habló de "carnicería mexicana" a la Díaz, la reconstrucción abre otro frente de acusaciones dentro de la misma policía