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Migliaia di persone, ma forse meno del previsto, hanno seguito ieri sera la festa di Capodanno in Porto Antico a Genova. Gli artisti, presentati da Radio19, l’emittente de Il Secolo XIX , si sono esibiti davanti ad un vasto pubblico che ha seguito lo spettacolo, fino alle prime ore del mattino. Grande partecipazione per l’esibizione di Gianna Nannini, un po’ meno per tutti gli altri, da Antonella Ruggiero (che ha anche intonato “Ma se ghe pensu” in omaggio alla città) a Boy George. Prima della mezzanotte è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare i sette operai morti alla Thyssen di Torino. Per il brindisi di mezzanotte è salita sul palco anche Marta Vincenzi. Molti botti e anche fuochi d’artificio da Castelletto al Porto Antico. Le piazze e le strade della città non si sono riempite come negli anni precedenti o come durante la recente notte bianca. Nelle ore precedenti la mezzanotte, in pochi festeggiavano all’aperto, in piazza De Ferrari, Matteotti e San Lorenzo.   
Gli incidenti  Cinque persone sono rimaste ferite in modo lieve dai fuochi artificiali. Un ragazzo di 16 anni di Genova si è procurato delle ustioni sul mento per lo scoppio di un petardo. Il giovane è stato portato al San Martino dove è stato giudicato guaribile in dieci giorni. In piazza Cavour una donna di 53 anni, di Savona, si è ferita per lo scoppio di un petardo vicino al volto. Anche lei è stata trasportata al San Martino dove è stata giudicata guaribile in una ventina di giorni. A Villa Scassi è stato portato invece un giovane di 29 anni. Anche per lui nessun problema serio. Un genovese di 26 anni, Paolo Romano, è rimasto ferito ad un occhio per lo scoppio di un petardo. E’ accaduto ad Artesina, la stazione di sci delle montagne monregalesi. Il giovane per festeggiare il Capodanno era con alcuni amici ed allo scoccare della mezzanotte è sceso in strada per far scoppiare alcuni petardi.  Uno gli è esploso fra le mani ferendolo gravemente al volto. Soccorso e portato all’Ospedale di Mondovì, e’ stato traferito nella notte all’Ospedale Oftalmico di Torino, dove è stato sottoposto nella mattinata a un delicato intervento per salvargli l’ occhio. A Santo Stefano D’Aveto, nell’entroterra del Tigullio, un maresciallo dei carabinieri è rimasto ferito in modo non grave dopo essere precipitato in una scarpata per una ventina di metri mentre tentavadi spegnere un incendio divampato in un bosco e su alcuni cassonetti ai margini della strada. Il fatto è avvenuto all’una.  
 
  
 
Durante i festeggiamenti alcuni petardi sono esplosi nelle vicinanze di alcuni bidoni, incendiandoli. Il rogo si è ben presto allargato alla sterpaglia circostante. Sul posto sono intervenuti il maresciallo comandante della stazione, due militari e alcuni residenti volontari. Nel corso delle operazioni di spegnimento, il carabiniere si è addentrato nella boscaglia, ma il terreno ha ceduto d’improvviso e il giovane militare è precipitato in un dirupo per circa 20 metri. Recuperato dai medici del 118, l’uomo è stato accompagnato al pronto soccorso di Lavagna e medicato. Ha riportato la frattura di due costole e ne avrà per almeno trenta giorni. 
Gli incendi   Numerosi i piccoli incendi provocati dai petardi. Dalle 20 di ieri sera alle 5 del mattino, gli interventi dei vigili del fuoco sono stati più di 80. Oltre 40 i cassonetti bruciati. In fiamme anche un gazebo in via Avio. Due incendi hanno impegnato più a lungo i pompieri. Il primo in via Torti dove un rogo ha danneggiato seriamente una falegnameria e due famiglie che abitavano al piano soprastante sono state allontanate per un’ora per precauzione a causa del fumo. Un uomo, rimasto intossicato, è stato trasportato in ospedale. Non è grave. Il secondo incendio è scoppiato, forse per un petardo, in un bosco al Lagaccio, in via Bianco, impegnando i vigili del fuoco per diverse ore.  I botti e i piccoli incendi non hanno risparmiato le altre province della Liguria da Levante a Ponente. Un’auto è bruciata a Savona; un gazebo è andato a fuoco sul lungomare di Spotorno; un motocarro è bruciato nella piazza della Stazione a Rapallo.