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Don Gallo, festa per gli 80 anni
17 luglio 2008
Il sacerdote, fondatore della comunità di recupero San Benedetto, soprannominato «prete degli ultimi», è stato festeggiato dal Comune di Genova: alla cerimonia hanno partecipato, oltre ad esponenti della giunta, delle istituzioni e delle forze dell’ordine, il vicesindaco Paolo Pissarello e il responsabile della promozione della città Nando Dalla Chiesa. Il sindaco Marta Vincenzi ha invece affidato a una lettera il suo saluto.
Una festa conclusasi con un lungo applauso e il tradizionale taglio della torta. «Mi sono state attribuite tante etichette - ha detto - ma io non ho scelto un’ideologia, a 20 anni ho scelto Gesù: ci siamo scambiati i biglietti da visita e sul suo c’era scritto «sono venuto per servire e non per essere servito». Don Gallo si è poi concesso una battuta al questore Salvatore Presenti: «Da quando c’è lui a Genova non succede più niente» e ancora «Voglio bene anche agli avversari, ma se un ministro mi prende le impronte non ci vado a passeggio».
In prima fila a festeggiare Don Andrea Gallo anche il fratello Dino, 87 anni, comandante partigiano: «Avevamo un motto “Osare la speranza”, valido ancora oggi - ha ricordato il sacerdote -: sono tempi brutti, ma abbiamo una bussola, ossia la Costituzione. Poi ci sono Gesù e il Vangelo, altre bussole importanti che però, come il chicco di grano, devono rimanere nascoste nel profondo».
dote.
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L’assessore ed ex sindacalista Andrea Ranieri ha ricordato la sua lunga amicizia con Don Gallo: «da lui ho imparato a conoscere e gestire le nuove povertà, mettendo al centro al persona, con un’idea più piena di solidarietà. Questo è un esempio che serve per il futuro».
«Volevo ringraziare chi ha fatto migliore la città, questo non è un necrologio anticipato, perché c’è ancora bisogno di lui» ha aggiunto Dalla Chiesa, offrendo a Don Gallo un quadro di Lele Luzzati e un libro dal titolo insolito “Anche i figli di puttana sono figli di Dio”. In modo altrettanto colorito Don Gallo ha concluso:«ho fatto tante “cazzate”, ma sono sempre stato dalla parte dei diritti. La cosa peggiore è l’indifferenza, per questo dico a tutti sù la testa!».
Nel pomeriggio intanto , dopo la visita alla redazione de “Il Secolo XIX” e “Radio 19”, durante la festa nella corte di Palazzo Ducale don Gallo ha preso il microfono e intonando «Bella ciao» trasformando in un comizio la presentazione della mostra fotografica a lui dedicata per i suoi 80 anni .
Ha ringraziato i presenti, ha parlato di «una preghiera, i primi 12 articoli della Costituzione» e del dibattito sulla costruzione di una moschea in città: «Siamo per il diritto di culto, sì alla moschea» ha ribadito con forza. Il presidente della provincia Alessandro Repetto ha parlato di Gallo come di «un modello», mentre l’assessore Milò Bertolotto ha voluto ringraziare «un uomo di pace, sempre dalla parte degli ultimi che insegna a seguire la via più scomoda». La mostra fotografica, curata da Sonia Soldati, ritrae don Gallo in ventidue scatti nella sua quotidianità. C’è la sua stanza, i suoi incontri con personaggi più o meno famosi, la celebrazione della messa, il suo cappello. I festeggiamenti per gli 80 anni proseguiranno domani con una serata al Porto Antico insieme a musicisti e attori amici del sacer
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