Valutazione della sentenza da parte dell'Avvocato Laura Tartarini (Genova Legal Forum) 
 
 
» 2008-07-15 11:21 G8: BOLZANETO, 15 CONDANNE E 30 ASSOLUZIONI  
GENOVA - Ventitre anni e nove mesi di reclusione per 15 imputati e assoluzione per 30: e' la sentenza emessa questa sera dopo 11 ore e mezza di camera di consiglio dalla terza sezione del tribunale di Genova presieduta da Renato Delucchi. I Pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati avevano chiesto condanne nei confronti di 44 imputati per oltre 76 anni di carcere con pene variabili da 6 mesi a 5 anni e 8 mesi di reclusione e una sola assoluzione. In pratica i giudici hanno ridotto di un terzo sia le richieste di condanna che il numero dei condannati. Non hanno inoltre confermato per la maggior parte degli imputati il reato di abuso d' ufficio doloso, contestato dai pm in sostituzione del reato di tortura non ancora previsto dal nostro ordinamento giudiziario. Solo ad Antonio Biagio Gugliotta, ispettore della polizia penitenziaria, infatti, i giudici hanno confermato l' impostazione accusatoria, confermando il reato di abuso d'ufficio e condannandolo a 5 anni di carcere. Gli altri condannati sono Alessandro Perugini, all'epoca numero due della Digos di Genova, il funzionario di polizia con il grado piu' alto nella struTtura, e l'ispettore Anna Poggi, rispettivamente a 2 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno; Daniela Maida, ispettore superiore ad 1 anno e 6 mesi di reclusione; Antonello Gaetano, a 1 anno e 3 mesi, gli ispettori della polizia di Stato Matilde Arecco, Natale Parisi, Mario Turco e Paolo Ubaldi ad 1 anno di reclusione ciascuno. Massimo Luigi Pigozzi, assistente capo della polizia di Stato a 3 anni e 2 mesi di reclusione; Barbara Amadei a 9 mesi, Alfredo Incoronato a 1 anno, Giuliano Patrizi a 5 mesi. Sono inoltre stati condannati i medici Giacomo Toccafondi ad 1 anno e 2 mesi di reclusione e Aldo Amenta a 10 mesi. Le pene non saranno comunque scontate per effetto del provvedimento di indulto. Il tribunale di Genova ha inoltre condannato i ministeri della Giustizia e degli Interni, responsabili civili, al risarcimento di numerose parti civili in solido con alcuni degli imputati condannati. I giudici hanno assegnato a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva da 2500 a 15.000 euro in favore di alcune parti civili, tra cui Massimiliano Amodio, Giuseppe Azzolina, Anna Julia Kutschkau, Luis Garcia Lorente, e Mohamed Tabbach (15.000 a testa); a Enrica Bartezaghi Roberto Gallo, Liliana Fassa e Ettorina Gandina (2500 a testa) e per le restanti parti civili la somma di 10.000 euro. Tra gli imputati assolti figura il colonnello di polizia penitenziaria Oronzo Doria, ora generale, per il quale i pm avevano chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi. Sono stati inoltre assolti tutti i carabinieri imputati. Confermata per Giuseppe Fornasiere ufficiale della polizia penitenziaria l'assoluzione come avevano chiesto i pm. ''Nella sostanza l'accusa di abuso d'autorita' e' stato riconosciuta. Inoltre e' stata riconosciuta la responsabilita' di diversi imputati'', ha commentato il pm Vittorio Ranieri Miniati, che ha rappresentato l'accusa con la collega Patrizia Petruzziello. ''E' stato riconosciuto - ha proseguito - che qualcosa di grave nella caserma di Bolzaneto e' successo''. ''Il tribunale - ha aggiunto - ha ritenuto di assolvere diversi imputati. Leggeremo la sentenza e valuteremo se fare appello. Complessivamente e' un giudizio di soddisfazione a conclusione del processo e dopo un'istruttoria che ci ha impegnato per anni''. Vittorio Agnoletto, all'epoca del G8 portavoce del Genoa Social Forum ha commentato: ''Per la prima volta un'aula di tribunale ha riconosciuto che quanto affermato dalle vittime e dal movimento corrisponde alla verita'''. ''La dimostrazione di questo - ha aggiunto - sono le provvisionali previste per tutte le vittime e quindi la conferma che le violenze sono state commesse. E' importante che i ministeri siano chiamati a rispondere a loro volta ai risarcimenti perche' questo indica una responsabilita' politica del governo di allora''. Per Gigi Malabarba, senatore di Sinistra critica ''violenze e torture da parte di poliziotti e guardie a Bolzaneto sono avvenute, anche se la magistratura ha accertato solo specifici episodi: e' vero che il reato di tortura non esiste in Italia, ma e' un po' troppo poco dopo sette anni! Ora va messa sotto accusa l'intera catena di comando che ha pianificato e realizzato la repressione al G8 di Genova''.
Dichiarazione di Amnesty International sulle conclusioni del processo per i fatti di Bolzaneto 
15/07/2008 
Amnesty International ha apprezzato il fatto che la giustizia italiana abbia riconosciuto, in primo grado, le responsabilità di funzionari dello Stato per le brutalità commesse nel luglio 2001 all'interno della caserma di Bolzaneto.  
Amnesty International sottolinea come, a causa della mancanza di uno specifico reato di tortura nel codice penale italiano, nessuna persona sotto processo abbia potuto essere imputata di tale crimine.  
L'organizzazione ricorda come tale mancanza abbia imposto ai procuratori nel processo sui fatti di Bolzaneto di descrivere una realtà "di oggettiva vessazione nei confronti di tutti i detenuti e per tutto il periodo della loro permanenza presso il sito" avendo a disposizione, per perseguire i colpevoli, unicamente reati ordinari, in quanto tali colpiti da prescrizione.  
Roma, 15 luglio 2008 
 
Bolzaneto, 15 condanne e 30 assoluzioni  
Genova G8  
Ventitre anni e nove mesi di reclusione per 15 imputati e assoluzione per 30: è la sentenza emessa ieri sera dopo 11 ore e mezza di camera di consiglio dalla terza sezione del tribunale di Genova presieduta da Renato Delucchi. 
I Pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati avevano chiesto condanne nei confronti di 44 imputati per oltre 76 anni di carcere con pene variabili da 6 mesi a 5 anni e 8 mesi di reclusione e una sola assoluzione. In pratica i giudici hanno ridotto di un terzo sia le richieste di condanna che il numero dei condannati.Non hanno inoltre confermato per la maggior parte degli imputati il reato di abuso d'ufficio doloso, contestato dai pm in sostituzione del reato di tortura non ancora previsto dal nostro ordinamento giudiziario. 
Solo ad Antonio Biagio Gugliotta, ispettore della polizia penitenziaria, infatti, i giudici hanno confermato l' impostazione accusatoria, confermando il reato di abuso d'ufficio. Gli altri condannati sono Alessandro Perugini, all'epoca numero due della Digos di Genova, il funzionario di polizia con il grado piu' alto nella struttura, e l'ispettore Anna Poggi, rispettivamente a 2 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno; Daniela Maida, ispettore superiore ad 1 anno e 6 mesi di reclusione; Antonello Gaetano, a 1 anno e 3 mesi, gli ispettori della polizia di Stato Matilde Arecco, Natale Parisi, Mario Turco e Paolo Ubaldi ad 1 anno di reclusione ciascuno.Massimo Luigi Pigozzi, assistente capo della polizia di Stato a 3 anni e 2 mesi di reclusione; Barbara Amadei a 9 mesi, Alfredo Incoronato a 1 anno, Giuliano Patrizi a 5 mesi. Sono inoltre stati condannati i medici Giacomo Toccafondi ad 1 anno e 2 mesi di reclusione e Aldo Amenta a 10 mesi. Le pene non saranno comunque scontate per effetto del provvedimento di indulto. Il tribunale di Genova ha inoltre condannato i ministeri della Giustizia e degli Interni, responsabili civili, al risarcimento di numerose parti civili in solido con alcuni degli imputati condannati.I giudici hanno assegnato a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva da 2500 a 15.000 euro in favore di alcune parti civili, tra cui Massimiliano Amodio, Giuseppe Azzolina, Anna Julia Kutschkau, Luis Garcia Lorente, e Mohamed Tabbach (15.000 a testa); a Enrica Bartezaghi Roberto Gallo, Liliana Fassa e Ettorina Gandina (2500 a testa) e per le restanti parti civili la somma di 10.000 euro. Tra gli imputati assolti figura il colonnello di polizia penitenziaria Oronzo Doria, ora generale, per il quale i pm avevano chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi. Sono stati inoltre assolti tutti i carabinieri imputati. 
Confermata per Giuseppe Fornasiere ufficiale della polizia penitenziaria l' assoluzione come avevano chiesto i pm. "Nella sostanza l'accusa di abuso d'autorità è stato riconosciuta. Inoltre è stata riconosciuta la responsabilità di diversi imputati", ha commentato il pm Vittorio Ranieri Miniati, che ha rappresentato l'accusa con la collega Patrizia Petruzziello. "E' stato riconosciuto - ha proseguito - che qualcosa di grave nella caserma di Bolzaneto è successo". 
"Il tribunale - ha aggiunto - ha ritenuto di assolvere diversi imputati. Leggeremo la sentenza e valuteremo se fare appello. Complessivamente è un giudizio di soddisfazione a conclusione del processo e dopo un'istruttoria che ci ha impegnato per anni". Vittorio Agnoletto, all'epoca del G8 portavoce del Genoa Social Forum ha commentato: "Per la prima volta un'aula di tribunale ha riconosciuto che quanto affermato dalle vittime e dal movimento corrisponde alla verità". "La dimostrazione di questo - ha aggiunto - sono le provvisionali previste per tutte le vittime e quindi la conferma che le violenze sono state commesse.E' importante che i ministeri siano chiamati a rispondere a loro volta ai risarcimenti perché questo indica una responsabilità politica del governo di allora". Per Gigi Malabarba, senatore di Sinistra critica "violenze e torture da parte di poliziotti e guardie a Bolzaneto sono avvenute, anche se la magistratura ha accertato solo specifici episodi: è vero che il reato di tortura non esiste in Italia, ma è un pò troppo poco dopo sette anni! Ora va messa sotto accusa l'intera catena di comando che ha pianificato e realizzato la repressione al G8 di Genova".