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Servizio trasmesso dalla TGR Liguria della Rai nell'edizione delle 19,35 del 20-07-08 
Immagini di Giuliano Ravera della Cart 
 
G8, in piazza per non dimenticare 
20 luglio 2008 
Giornata ricca di appuntamenti, quella di oggi: a Genova sono stati ricordati i fatti del G8 del 2001 e la morte di Carlo Giuliani, il giovane rimasto ucciso in piazza Alimonda negli scontri con le forze dell’ordine. In particolare, il sindaco Marta Vincenzi ha deciso di incontrare le parti civili nei recenti processi Diaz e Bolzaneto, mentre nel pomeriggio c’è stato un corteo da piazza De Ferrari proprio verso piazza Alimonda. L’incontro con le parti civili I ragazzi (e gli adulti, anche anziani) che si sono costituiti parte civile hanno ringraziato il sindaco: sono tra i manifestanti che hanno subito percosse e maltrattamenti durante le irruzioni di polizia alla scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto. Non sono comunque mancate polemiche: un altro gruppo di manifestanti del 2001è rimasto fuori dal palazzo del Comune e ha denunciato il mancato incontro con il sindaco: secondo questo gruppo (circa due dozzine di persone), la Vincenzi non li avrebbe voluti ricevere in quanto indossavano una maglietta con la scritta “25”, che ricorda il numero dei no-global condannati con l’accusa di devastazione e saccheggio. 
La contestazione  
I no global, alcuni venuti da Francia, Germania e Spagna, hanno scritto in proposito una lettera indirizzata al sindaco: «Come i 25, siamo tutti testimoni della violenza e non vittime. Siamo venuti qui per ricordarvi che siamo persone impegnate politicamente contro un sistema che ogni giorno devasta e saccheggia le nostre vite»; ancora: «Signora sindaco, lei ha forse qualche pagina che vorrebbe voltare, ma noi pensiamo che il nostro avvenire si costruisca onorando e assumendo il nostro passato comune e non falsificandolo e occultandolo. Dalle istituzioni non vogliamo scuse, ma risposte politiche». Sul posto è anche arrivata anche Haidi Giuliani che ha criticato la presa di posizione del sindaco Vincenzi. Il sindaco ha chiuso l’incontro con queste parole: «Oggi, a sette anni dal G8 e con le prime sentenze che riconoscono finalmente la verità, possiamo dire conclusa una fase. È finito il trauma di quei giorni, possiamo dire che abbiamo elaborato il lutto e che si può finalmente ripartire con la speranza». 
La candidatura di Genova Nella stessa occasione, il sindaco Vincenzi ha candidato Genova come sede dell’agenzia europea per i Diritti Universali. L’Ue deve individuare nei prossimi mesi la città che ospiterà il nuovo organismo e la Vincenzi ha annunciato la corsa del capoluogo ligure. Proprio in questi giorni, in città è in corso la “Settimana dei Diritti”, un appuntamento che in ogni caso il sindaco intende ripetere di anno in anno, facendo di Genova «un punto di riferimento per chi vuole riflettere sui diritti, la libertà, la democrazia e la Costituzione». La giornata dedicata al G8 è andata avanti (dalle 15) con un corteo di diverse centinaia di persone partito da piazza De Ferrari e arrivato in piazza Alimonda in poco più di un’ora. In testa al corteo, tra gli altri, Giuliano Giuliani (padre di Carlo), Vittorio Agnoletto e Arnaldo Cestaro, una delle vittime della violenza alla Diaz; tra i manifestanti, anche Giovanni Russo Spena e Haidi Giuliani (madre di Carlo). Nella piazza sono previsti una serie di momenti di incontro organizzati dal comitato Piazza Carlo Giuliani, con la partecipazione di musicisti rom. Le iniziative proseguiranno anche lunedì, e culmineranno in una fiaccolata verso la scuola Diaz. Per le due giornate, hanno spiegato dalla prefettura, non sono state organizzate misure particolari di sicurezza. 
 
 
 
 "Cara mamma, ti chiedo perdono"la voce di Carlo in piazza Alimonda 
Mancano alcuni minuti alle 17.27, l’ora dell’uccisione, quando la voce di Carlo Giuliani, risuona in piazza Alimonda. «Cara mamma ti chiedo perdono...»: a sette anni dalla morte del figlio Heidi e Giuliano Giuliani hanno recuperato le registrazioni di Carlo che durante una manifestazione per ricordare l'eccidio della Benedicta legge le lettere scritte da giovani partigiani condannati a morte. Parole toccanti. E in un caso addirittura profetiche 
"Genova, al G8 agenti Usa pronti a sparare" 
Il Pg: i disobbedienti dovevano essere fermati  
di Massimo Calandri e Marco Preve  
GENOVA - A Genova, nel luglio del 2001, durante i giorni del G8, un contingente di militari e agenti dei servizi statunitensi era stato autorizzato all´uso delle armi sul territorio italiano, ed era pronto a sparare per fermare eventuali aggressioni ai propri rappresentanti istituzionali.E´ una novità assoluta, quella rivelata in un documento di 20 pagine depositato pochi giorni fa nell´ufficio impugnazioni del tribunale di Genova. Si tratta del ricorso con il quale il sostituto procuratore generale di Genova, Ezio Castaldi, chiede il processo d´appello per alcuni dei 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio che, nel dicembre scorso, mentre molti vennero condannati a pene pesantissime, evitarono una sentenza più dura. Accadde perché il tribunale riconobbe ai cosiddetti "disobbedienti" coinvolti negli scontri di via Tolemaide, di essersi ritrovati in una situazione di guerriglia originata da un errore del plotone di carabinieri il quale, diretto in altra parte della città, deviò e caricò all´improvviso il corteo delle tute bianche, dando così il via agli scontri.Castaldi, nel ricostruire quegli eventi, critica l´interpretazione del tribunale, sostiene che la maggior parte dei manifestanti presenti in via Tolemaide aveva intenzioni non pacifiche e giustifica quindi l´operato delle forze dell´ordine e dello stesso contingente dei carabinieri. Per dare forza a quest´impostazione rivela un retroscena fino ad oggi sconosciuto.«... Le forze dell´ordine - scrive a pagina 6 - dovevano impedire che entrassero in azione, e con mezzi estremi, le forze di sicurezza degli stessi stati partecipanti al G8».Non si parla di pochi agenti della security del presidente George W. Bush. «Dette forze di sicurezza - continua infatti l´ex procuratore di Tempio Pausania - , per lo più statunitensi, erano infatti ampiamente dislocate nella "zona rossa" a tutela ravvicinata e diretta dell´incolumità personale dei capi di Stato presenti a Genova: ed erano pronte alla reazione immediata ed armata. Su ciò nessun dubbio è possibile... ». 
Novità e rivelazioni che non muteranno, comunque, il clima pacifico che si respira in queste ore nel capoluogo ligure dove sono in corso numerosi eventi in occasione del settimo anniversario delle manifestazioni contro il G8. Oggi, in particolare, verrà ricordata l´uccisione di Carlo Giuliani avvenuta in piazza Alimonda, quando i manifestanti diedero l´assalto a una jeep dei carabinieri e un militare sparò uccidendo Giuliani.Nel pomeriggio un corteo partirà da piazza De Ferrari fino a piazza Alimonda, dove si terrà una commemorazione organizzata dal Comitato Piazza Carlo Giuliani, presentato dal comico Andrea Rivera e con la partecipazione di musicisti rom.Prima, in mattinata, il sindaco Marta Vincenzi incontrerà alcuni dei ragazzi imprigionati e picchiati nel carcere di Bolzaneto. Nei giorni scorsi si è chiuso il processo di primo grado con 15 condannati, 30 assolti e molte polemiche. Domani sera, invece, un gruppo di reduci della scuola Diaz organizzerà una fiaccolata che si concluderà davanti all´istituto teatro della brutale irruzione della polizia, vicenda per la quale la sentenza è attesa in ottobre. Da prefettura e questura nessun segnale di preoccupazione per un appuntamento che, fin dal 2002, non ha mai fatto registrare tensione o disordini. 
(20 luglio 2008)