2001 Novi Ligure, il delitto di Erika e Omar
Il delitto di Novi Ligure è stato seguito fin dal primo giorno ed in tutte le principali fasi d'indagine da tre troupes della Cart che hanno fornito i propri servizi a Tg1, Tv7 (RAI) e Tg5 (MEDIASET).  Successivamente troupe della CART hanno curato ricostruzioni della vicenda per Tg1 e  "L'Italia sul due" (RAI) Nel dicembre 2008 Giuliano Ravera ha ricostruito la vicenda per la tv canadese  
 
Il carcere minorile di Torino dove è rinchiuso Mauro (Omar)
 
Il Tribunale dei Minori di Torino
 
Il padre di Erika rientra nella casa di Novi Ligure dopo aver assistito alla pronuncia della condanna del Tribunale dei Minori di Torino
 
 
 
 
 
 
 
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Roma | 6 ottobre 2001  
Novi Ligure. Concluso incidente probatorio per Erika e Omar: delitto pensato in coppia  
L'incidente probatorio è terminato. Periti ed avvocati hanno illustrato esami e deduzioni al Gip cui spetterà, poi, di trarre le conclusioni finali. La decisione ultima dovrà arrivare da parte del giudice per le indagini preliminari prima del 22 novembre, quando scadrà la custodia cautelare per Erika ed Omar. Poi ci sarà il rinvio a giudizio. Lievi turbe adoloescenzialiSe Erika ed Omar resteranno in carcere fino ad allora, durante le varie fasi del processo, ossia fino al giudizio definitivo, la custodia cautelare nei loro confronti, potrà essere di volta in volta prorogata. I periti del Gip hanno sostenuto che il movente del massacro di Novi Ligure debba essere ricercato nella coppia Erika-Omar, nella relazione, cioè, fra due personalità con turbe adolescenziali, seppur lievi. E' stato l'incrocio tra queste due personalità l'elemento scatenante. A parere dei periti, il ruolo delle rispettive famiglie non c'entra nulla. Omicidio volontario o premeditato in concorsoAl Gip rimane ora la valutazione delle diverse perizie in base alle quali dovrà poi formulare l'accusa finale: le ipotesi potrebbero essere di omicidio volontario in concorso, ma anche di omicidio premeditato, sempre in concorso tra di loro.
 
I due ragazzi chiedono di poter parlare coni giudici prima del confronto di martedì 
Il pentimento di Omar e Erika"Siamo pronti a dire la verità"dal nostro inviato MEO PONTE  
 
NOVI LIGURE - Erika e Omar hanno deciso di dire la verità. Messi entrambi alle corde dai risultati delle indagini dei carabinieri del Ris vogliono cambiare o almeno correggere le loro prime confessioni ai magistrati del Tribunale dei minori di Torino. Lei ieri ha avuto un lungo colloquio col suo legale, l'avvocato Mario Boccassi, conclusosi con la sua promessa di voler essere più sincera con i giudici. Lui ha invece chiesto di essere nuovamente interrogato. Lo conferma il procuratore capo del Tribunale dei minori Graziana Calcagno dicendo: "Il ragazzo ha chiesto di essere nuovamente ascoltato dai pubblici ministeri". È quindi probabile che i due ragazzi accusati del massacro di via Lodolino siano interrogati prima di martedì, giorno in cui i carabinieri del Ris depositeranno il risultato della loro ricostruzione del delitto di Novi Ligure.Sono state infatti le scoperte fatte dagli esperti del Raggruppamento investigazioni scientifiche dell'Arma durante il sopralluogo di mercoledì scorso a far crollare il castello di bugie dei due ragazzi. Erika aveva raccontato di aver assistito impotente l'uccisione della madre e del fratellino dopo che Omar l'aveva chiusa a chiave in un bagno e di aver accusato gli albanesi per paura, ma anche per amore del ragazzo. Lui invece aveva confessato di aver visto Erika uccidere per prima Susy Cassini, di avere anch'egli sferrato una coltellata alla donna ormai agonizzante e di aver tentato invano di salvare il piccolo Gianluca dalla furia omicida della sorella. La ricostruzione degli investigatori del Ris ha invece accertato che a uccidere la sera del 21 febbraio in via Lodolino sono state due persone. Conclusione che ha spinto gli avvocati di Erika e Omar a correre dai loro assistiti per convincerli a modificare le loro prime dichiarazioni, ormai insostenibili. Ieri pomeriggio l'avvocato Mario Boccassi che nei giorni scorsi non aveva nascosto le sue difficoltà di rapporto con Erika per la prima volta è apparso sorridente alla fine del colloquio con la sua cliente. "Il ghiaccio si sta sciogliendo - ha spiegato il legale - Erika ha superato la fase confusionale successiva alla tragedia, non è un mostro e ora si rende conto della gravità della sua situazione". Erika e Omar quindi potrebbero finalmente chiarire gli ultimi punti oscuri del massacro di via Lodolino, spiegare se l'uccisione di Susy Cassini e del figlio Gianluca è stato un delitto premeditato o "casuale", la feroce e inattesa conclusione dell'ennesima lite familiare.Secondo alcuni infatti il raptus omicida di Erika e Omar potrebbe essere stato scatenato dalla reazione avuta da Susy Cassini, scoprendo che la figlia aveva fatto entrare in casa Omar nonostante il suo esplicito divieto. Altri invece ipotizzano un massacro organizzato dai due fidanzati per soddisfare il loro spasmodico bisogno di denaro. I carabinieri tagliano corto: "Sono quei due ragazzi gli unici a conoscere il vero motivo del loro crimine". E in attesa della verità a Novi ci si continua a interrogare sul perché di un delitto tanto assurdo. Intanto l'ingegner Francesco De Nardo, padre di Erika, che ogni mattina porta un fiore sulla tomba della moglie e del figlio, sembra non reggere più lo stress della sua terribile situazione. Secondo indiscrezioni venerdì sera sarebbe stato colto da un leggero malore e qualcuno lo ha anche sentito dire: "Con mia moglie e Gianluca ho perso anche Erika".(4 marzo 2001)