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FEBBRAIO 2008 
 
 
 
Crollo Sanremo: 9,5 milioni, il 35,01% di shareBaudo: "Ci sono cose più importanti a cui pensare" 
Il direttore di RaiUno: "Il programma è buono, i conti si fanno alla fine"Il conduttore: "Pesa anche il clima psicologico del Paese, che non è rilassato"dal nostro inviato ALESSANDRA VITALI 
Pippo Baudo 
SANREMO - Non convince il Festival targato Baudo e Chiambretti. Gli ascolti crollano: ieri la prima serata della 58esima edizione ha ottenuto nella prima parte 9 milioni 518 mila telespettatori pari al 35,01% di share e, nella seconda, 4 milioni 818 mila con il 39,44%. E' il record negativo nella storia degli ascolti della manifestazione da quando esiste l'Auditel, cioè dal 1987. Il direttore di RaiUno, Fabrizio Del Noce, rinnova la fiducia ai conduttori: "Il programma è buono - dice - e i conti si fanno alla fine". Ma Baudo non nasconde la sua delusione: "Certo non è il massimo che potevamo realizzare...". Tutt'altri numeri per il conduttore, rispetto a quelli del 2007, edizione da lui condotta insieme a Michelle Hunziker: la prima serata aveva ottenuto nella prima parte una media di 12 milioni 452 mila telespettatori, pari al 43,80% di share e, nella seconda, una media di 6 milioni 759 mila, con il 47,08%. Ieri, la media totale delle due parti è stata di 7 milioni 68 mila spettatori con il 36,46% di share. In prime time, RaiUno ha ottenuto il 31,32%. Striscia la notizia non risente del Festival e registra 7 milioni 129 mila spettatori con il 25,23% di share (il diretto concorrente su RaiUno, I soliti ignoti, si ferma a 6 milioni 409 mila spettatori con il 22,92% di share). "Siamo convinti di aver fatto un buon lavoro - aggiunge Baudo - di aver rinnovato il Festival, di aver portato un'allegria diversa sul palco".  
Pesa, sui risultati, quanto accaduto ieri in serata. Forte è stato l'impatto mediatico, sul pubblico, della notizia del ritrovamento dei resti dei due fratellini Pappalardi a Gravina di Puglia. "Su RaiTre Chi l'ha visto, che ha seguito in diretta gli sviluppi, ha guadagnato 8 punti in più rispetto alla media - dice Del Noce - proprio sul target di RaiUno e del Festival. Questa, certo, è una motivazione, non una giustificazione. A disorientare lo spettatore può anche aver contribuito l'anticipazione della prima serata al lunedì. Comunque i conti si fanno alla fine". Ma pesa anche, secondo Baudo, il clima che si respira in questo periodo in Italia. "Il Paese si avvicina al voto, c'è un clima di tensione che ricorda quello del '48. E non va trascurata - sottolinea il conduttore - anche la condizione psicologica delle famiglie italiane, molte in difficoltà economiche. Per gran parte del pubblico, ci sono cose più importanti a cui pensare". E poi, la vicenda di Gravina di Puglia: "Scusate ma, con tutto il rispetto per il Festival, di fronte a una tragedia come questa, il Festival è niente". Il compito di sdrammatizzare, come sempre, se lo accolla Chiambretti: "Mancano ancora quattro puntate. Per me l'effetto B è Baudo, che è il fiore all'occhiello del festival. Rafforzeremo con i nomi delle liste del Pd e del Popolo delle libertà. E comunque, rispetto a La7, ho guadagnato 32 punti di share".  
(26 febbraio 2008)
 
ASCOLTI FLOP: meno di 10 milioni di spettatori  
Per la finale mai così pochi davanti alla tv Ma Baudo festeggia: «Sono contento» 
Nove milioni e 641 mila, il 39,47% di share. L'anno scorso erano 12,4 milioni (48,78% di share) 
SANREMO - Mai così pochi i telespettaori che hanno visto la prima parte della serata finale del festival di Sanremo. Eppure, Pippo Baudo ha motivo di festeggiare: «Sono davvero contento - ha detto il presentatore nella confereza stampa conclusiva della kermesse canora, domenica mattina - Quasi tutti i giornali mi hanno dato la sufficienza: a 72 anni prendere un 6 fa bene. Significa non essere bocciati e aver superato la prova. Piero ha avuto di più e se l'è meritato».  
IL BILANCIO - «Non sono qui nella veste di postulante - ha detto - ma vi invito a riflettere sui dati positivi. Questo festival non è tutto da buttare: c'è una parte da rinnovare, ma c'è anche qualcosa di buono». Pippo Baudo,con tono commosso, ha ribadito l'auspicio di lavorare ancora con Chiambretti («Spero soprattutto che torni in Rai, è sprecato per un pubblico minore») e ha citato alcune «perle» che si porta via da questo suo tredicesimo festival: «Aver individuato della buona musica e aver fatto delle buone scelte». Altro punto a suo favore, per Baudo, la scelta di Elio e le Storie tese: «È stata un'avventura difficile convincerli. Ma ho assicurato loro che non sarebbero stati condizionati da nulla».  
FLOP IN TV - Come detto, però, il festival non ha mai avuto un'audience così bassa: sabato sera sono stati 9 milioni e 641 mila pari al 39,47 di share. L'anno scorso erano stati 12 milioni e 408 mila pari al 48,78% di share. In totale 2 milioni e 767mila spettatori in meno rispetto all'anno scorso. La seconda parte del festival ha fatto registrare uno share del 52,89% pari a 6 milioni 923 mila spettatori (nel 2007 erano stati rispettivamenti il 61,67% con 9 milioni 143 spettatori). Sabato sera l'ascolto medio della serata finale è stato del 44,90% con 8 milioni 124 mila spettatori, mentre la media del festival ha fatto registrare uno share del 35,44% con 6 milioni 612 mila spettatori. Sabato, il picco dello share è stato all'1,20 al momento della proclamazoione dei vincitori: lo share è stato del 74,54%. In valori assoluti, il picco di share si è toccato alle 22,40 durante la clip del film di Verdone: a vederla sono stati in 11 milioni 656 mila. 
Pippo Baudo: "Sanremo fa flop? Italia di merda!" 
16:14 mer 27 febbraio 2008 
ippo non ci sta. Il Festival continua il suo trend negativo: 8 milioni 261 mila (share del 29%) i telespettatori che hanno seguito la prima parte della seconda serata, 37% e 4 milioni 925 mila nella seconda. 
I numeri sono bassi e Pippo si scatena in conferenza stampa: "Se avessi ltitigato con Chiambretti avremmo avuto ascolti alti. Tanto è vero che la clip della lite tra Toto Cutugno e Mario Luzzato Fegiz al Dopofestival ha avuto un ascolto altissimo. Quindi litighiamo, sputiamoci in faccia e avremo il pubblico. Ma così il pubblico lo imbarbariamo e avremo un'Italia di merda..." 
"Probabilmente il festival va riscritto - ammette Pippo - non ci sono rimproveri da muovere perché abbiamo lavorato in grande armonia ed onestà. Sulla ricerca delle canzoni abbiamo lavorato moltissimo. Ma il pubblico ormai si è abituato ad un abbassamento generale della qualità, perchè, come ha detto Giorgio Bocca , abbiamo inventato l'italiano medio per giustificare le nostre mediocrità. Questi dati non dipendono da certi momenti dello spettacolo ma dipendono dallo spettacolo nella sua interezza. Indubbiamente noi viviamo in un periodo particolare, quello preelettorale, ma viviamo soprattutto un periodo particolare per il pubblico televisivo che sta cambiando radicalmente". 
Anche il direttore di Rai Uno Del Noce ammette la sconfitta: "E' un calo innegabile, molto serio. Onestamente ritengo che sia un buon festival, uno spettacolo con ritmo, con curiosità gradevoli da vedersi. Si sarebbe potuta spiegare un'oscillazione di qualche punto, invece ci troviamo davanti un calo molto superiore alle attese, neanche dovuto agli aumenti di trasmissioni concorrenti". 
Pippo cerca uno scandalo per risollevare le sorti del Festival, forse lo scandalo è arrivato: Tullio De Piscopo ha denunciato un plagio nei suoi confronti, la "copiona" sarebbe Loredana Bertè. Il brano "Musica e parole" della Bertè assomiglierebbe in modo sospetto ad "Ultimo segreto", brano scritto nel 1988 dal percussionista partenopeo e cantato da Ornella Ventura. Dice Baudo: "Faremo ascoltare il brano alla commissione selezionatrice per capire se si tratta veramente di un plagio e poi consulteremo l'ufficio legale della Rai per capire cosa si debba fare". Poi in serata è arrivata la decisione ufficiale: la Bertè è esclusa dalla gara, ma potrà comunque esibirsi nel resto del Festival, come cantante fuori concorso.  
La Bertè si difende ai microfoni di Fiorello: "Non c'è nessun plagio. È vero che ho preso un pezzo di quella canzone ma è tutto valido perchè il brano non è mai stato depositato. Il dolo non c'è. Radius (Alberto Radius e Oscar Avogadro sono autori del brano, prodotto da De Piscopo, ma anche gli autori stessi del brano della Bertè ndr) non l'ha nemmeno depositata. È tutto regolare. Mi piacerebbe vincere il premio della critica e mettere fine a queste voci ignoranti e cattive. Non sanno che dire. La canzone non è mai stata incisa da nessuno. Stava in un cassetto da vent'anni".