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La protesta dei pescatori:presidio nei mercati
03 giugno 2008
Notte in bianco per i pescatori professionisti della Liguria e della Toscana per vigilare che lo sciopero contro il caro - gasolio sia compatto. Il controllo mira a verificare che nei mercati più importanti di Viareggio, La Spezia, Savona e Genova non arrivino pesci freschi di giornata pescati in Italia o all’estero.
La situazione a Savona
Una quarantina di pescatori imperiesi – provenienti da Bordighera, Imperia e Sanremo – ha invaso e occupato stamattina all’alba il mercato ittico di Savona, in piazzale Amburgo (Legino). La protesta contro il caro gasolio mirava a paralizzare anche a Savona il commercio ittico. Non sono mancati momenti di tensione quando alcuni operatori savonesi hanno tentato di aggirare il picchettaggio e portare all’esterno il prodotto comprato dai mercato esteri e del mar Adriatico per farlo arrivare alla grande distribuzione e alle pescherie. E’ intervenuta la polizia e successivamente anche i carabinieri e alla fine, a parte qualche parolone, non si sono registrati scontri né denunce. In concreto l’attività del mercato è potuta riprendere, parzialmente, solo intorno alle sette del mattino, quindi con circa tre ore di ritardo sui programmi, quando il blocco è stato allentato e qualche consegna fatta a supermercati e negozi. In città la maggior parte delle pescherie aveva comunque i banconi semi vuoti e domani, con la seconda giornata di proteste già annunciata, si rischia il bis
La protesta dei pescatori dell’imperiese
Una quarantina di pescatori provenienti, in gran parte dalla provincia di Imperia, hanno manifestato questa mattina davanti al mercato ittico di piazzale Amburgo a Savona, contro l’aumento indiscriminato del gasolio che sta mettendo in crisi la pesca in tutta la Liguria. Il mercato quindi è rimasto bloccato da questa iniziativa e non ha ancora aperto i battenti come avviene solitamente alle prime luci dell’alba. La situazione è sotto stretto controllo dei carabinieri.
Sono in totale 1600 gli operatori della piccola e grande pesca fermi in provincia di Imperia, in segno di protesta contro il caro gasolio. Nel Ponente, a Sanremo e Imperia in particolare, il fenomeno tocca punte record a livello nazionale con prezzi che sfiorano i 0,95 centesimi di euro al litro. Dopo l’occupazione pacifica del mercato del pesce di Savona, stamani, i numerosi pescatori della provincia di Imperia hanno presidiato i tre porti: Imperia, Sanremo e Bordighera
La situazione a Genova
Sempre stamattina il presidio dei pescatori dalla Spezia si è spostato a Genova, in piazza Cavour, dove nessun operatore commerciale se l’è sentita di contrastare una protesta sul caro gasolio che di fatto investe l’intera filiera alimentare legata sia alla pesca che all’agricoltura. Rimasti vuoti i banchi, all’interno del grande mercato ittico di piazza Cavour, le poche varietà di pesce reperibili, oggi, in città, tradivano spesso una provenienza dalla Grecia o da paesi del Nord Europa.
Poi il folto gruppo di scioperanti si è trasferito a Camogli dove veniva segnalata la non adesione di alcune imbarcazioni della cooperativa legata alla pesca della tonnara. Vi sono state discussioni sul fatto che la tonnara è una rete in posta fissa e i pesci, se non vengono tolti, finiscono con il marcire nella rete.
Sulle polemiche è prevalso il buon senso ed il pescato raccolto resterà nell’ambito locale. Accertato che in tutto il mar Tirreno e Mar Ligure nessun peschereccio è uscito in mare, i pescatori si preparano alla trasferta per Bruxelles, a bordo di pulmann in partenza nel pomeriggio da Viareggio, La Spezia e Genova, in vista dell’assemblea europea in programma domani.
«Domani a Bruxelles ci sarà un’ assemblea europea della pesca - spiega Paolo Armento della cooperativa pescatori sestresi - e, come avvenuto domenica ad Ancona, saranno presenti tutti i colleghi dall’Olanda, alla Francia, alla Spagna e al Portogallo».
«Il problema - prosegue Armento - è troppo grave e colpisce tutti i pescatori e di riflesso gli autotrasportatori. Non bastano le promesse per far fermare la nostra protesta ci vogliono fatti concreti. Chi pensava che il nostro sciopero sarebbe durato solo un weekend si è sbagliato. Uscire in mare solo per pagare il gasolio non mi sembra sensato».
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