Cartvideo sas 
di Giuliano Ravera & C. 
  
ITALIA 16132 GENOVA 
Corso Europa, 183 
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Gianni Tassio (il figlio della prostituta cantata in "Via Del Campo") 
parla del suo rapporto con Fabrizio de Andrà in un'intervista registrata pochi mesi prima della sua morte 
 
 
 
Sala 3 
Sala dei tarocchi  
Questa terza è dedicata al repertorio di personaggi che De André ha inventato attraverso le canzoni. Trenta brani sono abbinati a tarocchi, che rappresentano dei personaggi simbolo. Tarocchi virtuali vivi, in un trittico video, che cambiano a seconda della canzone con cui sono messi in relazione. Il visitatore può partecipare all’immaginario di questi personaggi, creando in modo virtuale il proprio tarocco, che risulterà realizzato con un breve montaggio fatto con le mani e le dita su una lavagna interattiva, dopo aver scelto una o più immagini e aforismi di Fabrizio da un apposito archivio. Infine il tarocco personalizzato apparirà su un grande schermo insieme a quelli inventati da altre persone, anche da chi, collegandosi con il proprio computer all’apposito sito, vorrà partecipare da casa all’iniziativa. Stampati alle pareti della sala si vedranno in contemporanea, nella stessa misura dei tarocchi video, quattro sequenze di appunti manoscritti, tratti dai block-notes di Fabrizio.
Sala  1 
Sala degli schermi  
In questa prima stanza sono posizionati 6 grandi schermi dedicati ad altrettanti temi:  
  • Genova,   
  • le donne,  
  • l’anarchia,  
  • gli ultimi,  
  • la guerra,  
  • la morte.  
  • Per ogni argomento ci sono tre canzoni del repertorio di De Andrè messe in relazione con episodi di cronaca attuale. “Khorakhané”, ad esempio, si rapporta alle ultime vicende dei Rom, oppure il ‘68 e il maggio fiorentino sono in relazione al G8 di Genova, e quest’ultima al fenomeno dell’immigrazione. Immagini, video, interviste e testimonianze accompagnate da interventi filmati di Fabrizio spiegano, illustrano e approfondiscono gli argomenti trattati. La parete destra della sala riporta la sua calligrafia; un racconto autografo dello sviluppo in progress di alcune canzoni che ci fa entrare nel vivo del suo meccanismo creativo. Il resto delle pareti ci mostrano manoscritti originali, libri con appunti, fogli di giornali annotati e materiali da lavoro e le schedine calcio del Genova.
    Sala 4 
    Sala della vita  
    Sorretti da dei treppiedi, tre banchi ottici (tipo lanterne magiche) sono a disposizione del visitatore, che introducendovi una lastra fotografica trasparente, scelta tra molte altre, attiva un suo racconto video che riguarda quella foto. Attraverso una serie di frammenti e testimonianze di amici, di famigliari e collaboratori viene elaborato e ricomposto il ritratto più intimo di Fabrizio. Accompagna anche questa sezione uno sguardo d’autore con numerose fotografie alle pareti degli stessi autori che lo hanno seguito da sempre. 
     
    Sala 5 
    Sala del cinema  
    Chiude la mostra una quinta sala dedicata a una proiezione non-stop, della durata di 4/5 ore, di materiali video di tutta la vita di De André (interviste, apparizioni televisive, concerti) realizzata e curata da Vincenzo Mollica, che per quest’occasione ha voluto privilegiare, tra l’enorme repertorio video, i contributi inediti o poco visti, spesso inseriti per la prima volta in versione integrale per darci ancora una volta un ricordo indimenticabile dell’amico Faber.
    Sala 2 
    Sala della  musica  
    In questa sala tre tavoli di legno, resi interattivi, e un quarto tavolo, dove sono appoggiate le riproduzioni delle copertine dei suoi dischi, accolgono il visitatore. Scegliendo una delle copertine e appoggiandola su uno dei tavoli sensibili, si può visualizzare il “mondo” di quel disco. Appariranno interviste che ci descrivono il contesto storico sociale in cui nasce e si ispira la canzone, testimonianze dei collaboratori di Fabrizio, spezzoni dei suoi concerti e frammenti di ulteriori interviste.Alle pareti della stanza sono collocati tutti i dischi originali 45 giri e LP, matrici dei primissimi incisi, test-pressing, spartiti vari e rarità.Completa l’esposizione una serie di portfolio con immagini dei fotografi che hanno seguito da vicino la vita di Fabrizio (Mimmo Dabbrescia, Cesare Monti, Luca Gregnoli, Reinhold Kohl, Guido Harari, Francesco Leoni)
     
    Gianni Tassio ( figlio della prostituta cantata in "Via del Campo")  
    con la chitarra di Fabrizio 
    Proponiamo un'intervista su lsuo rapporto con  
    Fabrizio de Andrè realizzata a Gianni Tassio  
    nel suo negozio in Via del Campo 
    tre mesi prima della sua scomparsa avvenuta  
    il 12 giugno 2004
     
    E' morto Gianni Tassio 
    A lui si deve l'idea di creare un centro musicale dedicato a Fabrizio De André.  
    E’ morto nella notte fra il 12 e il 13 giugno 2004 nella sua abitazione genovese Gianni Tassio, titolare del negozio-museo di via del Campo dedicato a Fabrizio De Andre’. Tassio, che aveva 61 anni, e’ stato stroncato da un infarto. A lui si deve l’idea di creare un centro musicale dedicato al noto cantautore genovese, nel quale e’ anche custodita la celebre ‘Esteve’, la chitarra che De Andre’ mise all’asta a favore di Emergency. In tanti anni di appassionante lavoro di ricerca, Gianni Tassio aveva raccolto spartiti musicali, dischi ormai introvabili, fotografie e documenti. Il negozio-museodi Gianni Tassio, era meta ogni giorno di decine di appassionati provenienti dall’Italia e dall’estero; non c’e’ personaggio della cultura, dello spettacolo, della politica e dello sport che arrivando a Genova non trovi il tempo di andare a nel carrugio del centro storico genovese tanto caro a Fabrizio De Andre’.Lo omaggiamo con il ricordo di Enrico Deregibus, vicedirettore dell’Isola che non c’era ed autore della biografia di Francesco De Gregori, “Quello che non so, lo so cantare”. Era un figlio di puttana.Si vantava di esserlo, lo era davvero. Nel senso che sua madre.Forse per quello era un gran casinista. “Incasinatore culturale” lo chiamava Max, Manfredi. Uno dei tanti a cui Gianni mancherà tanto. Aveva il negozio di dischi in via del Campo. “Quel” negozio di dischi. Ne vendeva tonnellate, se gli piacevano, se gli dicevano qualcosa, se gli stavi simpatico, se capiva (no: intuiva) che avevi qualcosa da dire. Gli piacevano queste cose qui, e le tette. E non so cos’altro, non l’ho conosciuto così bene. L’ultima volta che l’ho visto mi ha detto che stava vendendo molte copie del mio libro. E’ l’ultima cosa che mi ha detto. Io non so più cosa gli ho risposto, ma d’altronde lui parlava molto e ascoltava poco. Ci vogliono anche quelli così, solo che ora ce n’è uno in meno. La fondazione De Andrè non lo vedeva di buon occhio, ma poco importa, e poco importa quanto millantasse e quanto fossero vere certe storie che raccontava sempre, di quella volta che Fabrizio e di quell’altra che quell’altro… Ho gestito per sette anni e mezzo un negozio di dischi. Sono sicuro che con un negozio così in ogni città italiana, con un negoziante così in ogni città italiana, la buona musica e le buone parole avrebbero più mare in cui nuotare, più finestre aperte a cambiar l’aria. Dal basso, visto che dall’alto tv, radio e molti giornali… Mi spiace averlo conosciuto per poco. Ogni volta che lo vedevo gli dicevo che passavo a trovarlo, poi non ci andavo mai. A Genova l’avevo presentato da lui il mio libro. In un sabato dove tirava vento e acqua come solo a Genova. Ma a Genova tutto è particolare, fatto a suo modo. Anche le puttane. Anche i figli di puttana. Ciao Gianni, forse è un gran casino anche lassù 
     
    GENOVA - Tursi acquista il negozio di Gianni TassioDONATELLA ALFONSO 
    SABATO, 13 DICEMBRE 2008  
    Il locale di via del Campo, i dischi e la celebre chitarra Esteve diventano un patrimonio pubblico VIA Del CAMPO non sarebbe più la stessa senza le note di De André, il patrimonio di dischi, ricordi, oggetti unici - in primo luogo la mitica chitarra Esteve - tutto quanto raccolto, ordinato e diffuso dallo storico negozio-museo di Gianni Tassio. E così, scomparso il fondatore, per aiutare le eredi, dare una "casa" stabile alla musica di De André e al cantautorato genovese, il Comune si fa avanti e compra il negozio: insieme con dischi, oggetti, ritagli e ovviamente chitarra. la giunta comunale ha infatti approvato ieri la delibera - proposta dagli assessori al patrimonio, alla cultura e al bilancio - che stabilisce l´acquisto del punto vendita di via del Campo e di tutto il suo contenuto per una cifra complessiva di 385.539 euro.Evidentemente, c´è più di un vincolo: per tutto il 2009, anno dedicato al decennale della scomparsa di De Andrè, il negozio manterrà, a cura della l´attuale destinazione e l´attuale fisionomia, successivamente un concorso di idee stabilirà in che modo valorizzare il negozio-museo, compresa la Esteve acquistata, come si ricorderà, ad un´asta di beneficenza online con una vera e propria colletta di fedelissimi. Ma ovviamente sarà un futuro che dovrà sempre mantenere lo "spirito" di Fabrizio. «L´immobile e stato stimato a novembre per un valore di 310 mila euro, ai quali si aggiungono il valore degli oggetti in esso contenuti, 13 mila euro, e la chitarra, "rivalutata" sul valore esatto a cui fu acquistata - ha spiegato l´assessore alla cultura Andrea Ranieri - La sua destinazione dovrà tenere comunque conto del valore storico del negozio e mantenere quindi le caratteristiche di punto di interesse culturale». Il tutto nel complesso di interventi di recupero della zona del Ghetto e di via del Campo, peraltro. La scelta del comune è quindi quella di valorizzare un luogo-simbolo della città (proprio il negozio di Tassio sarà intanto uno dei luoghi chiave dell´anno di De Andrè, compresa la possibilità di ospitare una trasmissione ad hoc su cui sta già lavorando Fabio Fazio) per farlo diventare un motore di attività culturali e quindi di sviluppo. Tanto può fare, la musica.