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Serie A
Lo strano sfogo di Cassano"Se non vado bene, addio"
La strana domenica dell'attaccante barese. Polemica per pochi fischi: "Mugugni, fischi, mi hanno preso di mira ma io lascio tutto e vado via come ho già fatto a Roma e Madrid"di MASSIMO CALANDRI
GENOVA - Questo Sampdoria-Bari doveva essere la partita di Antonio Cassano, ed è andata proprio così. Ma le emozioni vere il fuoriclasse barese le ha regalate al termine della partita. Quando si è presentato a sorpresa, in ciabatte, davanti ai giornalisti. E prima ha chiesto scusa all'amministratore delegato Beppe Marotta che commentava il match davanti alle telecamere - "Scusa direttore, hai finito?" -, poi si è rivolto ai presenti con tono deciso. "Niente domande, adesso parlo io. Se a qualcuno le cose non vanno più bene, pianto tutto e me ne vado", ha esordito. E' stata la sua risposta ai mugugni - conditi da qualche fischio - piovuti da alcuni settori dello stadio nel finale di partita. Amareggiato ma durissimo, Cassano ha continuato: "Era successo già la stagione passata, e pure due anni fa. Fischi, mugugni. Mi hanno preso di mira. E allora io me ne vado, faccio le valigie. L'ho fatto a Roma, l'ho fatto a Madrid. A buon intenditore, poche parole". I cronisti hanno cercavano di chiedergli del match, ma niente da fare. "La partita di oggi non mi interessa, lasciamo perdere. Io dico che qui a Genova forse si sono abituati un po' troppo bene. Si sono abituati a tanta nutella, e quando gli tocca mangiare un po' di m... allora storcono il naso. C'è bisogno di un messaggio". Più chiaro di così... "Siamo secondi in classifica. E considerate pure che l'Inter gioca un campionato a parte. Secondi in classifica, e qualcuno si mette a fischiare? Se qualcuno ce l'ha con me, se a qualcuno le cose non vanno più bene, nessun problema: me ne vado".
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Qualche fischio dalla tribune al suo indirizzo era arrivato, ma francamente si era trattato più che altro di un fisiologico brontolìo al termine di una partita giocata su livelli "normali" per un calciatore che negli ultimi tempi ha fatto solo cose straordinarie. La domenica di Cassano era cominciata con un grande abbraccio ai tifosi pugliesi, giunti a Genova in cinquemila - e più della metà da Bari Vecchia -, salutati con la mano sul cuore. Al terzo minuto Peter Pan aveva intercettato un passaggio di Donati e s'era involato in area tutto solo. Un gol scontato, per un fuoriclasse come lui. Gillet però aveva sorprendentemente deviato in angolo. L'incontro si è trascinato tra qualche appoggio sbagliato e un paio di incomprensioni con i compagni, apparsi tutti stanchi e un po' sottotono dopo il tracollo di mercoledì sera con la Juventus. Il malcontento, nei suoi confronti ma anche di tutta la squadra - si è fatto sentire per qualche secondo dopo il novantesimo, all'ennesimo passaggio intercettato e passata la paura per il rigore sbagliato da Barreto. Correttissimo in campo, Cassano ha chiuso a capo chino e al termine del match è andato prima a salutare la Sud, la gradinata blucerchiata, poi i supporter del Bari.
"Uno sfogo da trance agonistica", ha commentato più tardi l'ad Beppe Marotta. "Antonio ha voluto tutelare sé e tutta la squadra. Ma è stata solo una frangia di tifosi a fischiare, gli altri hanno tutti applaudito. Oggi era solo molto emozionato. Nessuna paura che se ne vada, ne parleremo con calma nei prossimi giorni". Per l'allenatore Gigi Del Neri si tratta "di una normale esternazione di un giocatore amareggiato per qualche fischio ingiusto. Nessun problema Cassano, dobbiamo essere tutti più tranquilli e valutare serenamente un campionato che per ora è eccezionale". Ad Angelo Palombo, capitano blucerchiato, è scappato un sorriso: "E' stato un piccolo sfogo, e ci può stare. A questa squadra e a noi giocat
1 novembre 2009
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